
La cappella di S. Giuseppe è sita nel seicentesco palazzo Petrucci, nei pressi della Chiesa madre. Sembra che i lavori di costruzione della cappella siano iniziati nel 1666.
Sull’architrave del portale, notevoli sono gli stipiti riccamente decorati, mentre ai suoi lati si aprono due nicchie vuote, dalla cui base sporgono due testine alate.
Ai lati della finestra ornata da piccoli fiori, sono collocati due stemmi scolpiti in pietra leccese, entrambi sormontati da un elmo con cimiero.
Sotto gli stemmi ci sono due cartelle, di cui solo quella destra è parzialmente leggibile. Al di sotto del cornicione posto a coronamento dell’edificio, corre un festone dal quale sporgono due testine alate. Gli angoli della facciata e le pareti laterali della chiesa sono modellati da lesene con capitelli. Sul lato sinistro dell’edificio si erge il piccolo campanile a vela.
L’interno, di modeste dimensioni, è ad una sola navata, coperta da una volta a botte lunettata. Ai lati dell’ingresso ci sono due acquasantiere con decorazioni barocche e sopra di esso la cantoria in pietra. Nella parete destra due nicchie di diversa grandezza ospitano le statue di cartapesta dei SS. Medici e di S. Giuseppe.
Nella sagrestia è conservata un’altra tela seicentesca, raffigurante il Miracolo di S. Giuseppe.
La chiesa era originariamente intitolata a S. Pietro Apostolo. Soltanto a partire dal 1792 nelle Cronache delle Visite Arcivescovili si trova nominata come dedicataria l’Assunta, protettrice di Trepuzzi, la cui statua in cartapesta è esposta sull’altare omonimo.
La costruzione in carparo e in pietra leccese fu edificata nel 1603. E‘ probabile comunque che l’attuale costruzione sia stata realizzata su una preesistenza, di dimensioni più piccole.
L’edificio presenta una nuda facciata a coronamento orizzontale, modellata solo da alcune larghe lesene e aperta da un bel portale timpanato sormontato da una finestra lobata tardo-settecentesca, coronata da un arco ribassato. Interessanti sono anche tre grandi rosoni con vetrate istoriate.
L’imponente campanile a pianta ottagonale, che si erge in corrispondenza del braccio destro della croce, è opera più tarda (1921-1923 / 1926-1928).
L’interno della chiesa, a croce latina con una sola navata e illuminato da otto finestre, presenta quattro campate di cui tre coperte da volta a stella e una, quella del presbiterio, da una volta a botte lunettata, decorate da cordoni a foglie di bosso.
La chiesa fu fondata probabilmente intorno al 1663. Sulla facciata si aprono un portale e una finestra molto semplici. Nelle due nicchie collocate ai lati dell’ingresso principale campeggiano due affreschi. Una cornice cuspidata interrompe in alto la semplice regolarità della facciata. Sul lato sinistro della fabbrica, si erge il campanile ad un solo ordine, aperto da quattro archi e sormontato da una cupoletta, su cui poggia la croce.
L’interno a pianta rettangolare è diviso in due piccole campate, coperte da una volta a stella. Le lesene delle pareti laterali costituiscono l’unico elemento plastico della piccola costruzione. La chiesa ha un solo altare barocco: su di esso è collocata la tela dell’Esaltazione della Croce.
A destra dell’altare si apre una piccola nicchia in cui è conservato un ostensorio d’argento. A sinistra, invece, tre grandi nicchie con anta in vetro, in cui sono collocate tre statue in cartapesta.


