
La chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna delle Grazie fu costruita tra il 1559 e il 1583. Il tempio fu completamente restaurato nel 1954. L’edificio presenta una facciata scandita da una serie di lesene lisce poggiate su alti basamenti. Della costruzione originaria è rimasto solo il bel portale rinascimentale in carparo, sormontato da un timpano. Sulla facciata si apre una doppia fila di bifore, presenti anche in alto sui lati della costruzione. Il prospetto è coronato da un grande timpano, sormontato da una croce, nel quale vi è l’immagine della Madonna delle Grazie. Sul lato sinistro si erge il piccolo campanile a vela tardo-settecentesco. Nell’atrio antistante la chiesa, sulla destra, è collocata la statua dell’Immacolata. L’interno, a tre navate, è completamente ricoperto di pitture.
Tali pitture riecheggiano lo stile tardo-rinascimentale. Lungo le pareti della navata destra sono raffigurate la Circoncisione, la Natività e la Sacra Famiglia.
In fondo si apre una cappella che accoglie un altare barocco, in oro e in pietra leccese, ornato da colonne e capitelli ricccamente intagliati.
Attiguo alla chiesa è il Convento di S. Maria delle Grazie, la cui costruzione fu promossa nel 1623. Il Convento fu costruito per ospitarvi i PP. Conventuali Riformati.
L’edificio, dalla facciata molto semplice, si sviluppa su due piani nei quali si aprono rispettivamente sei e sette finestre.
Nel suo nucleo originario, fu edificata durante i primi decenni del XVI secolo sui ruderi di una cappella più antica, di pertinenza basiliana, dedicata a S. Maria di Costantinopoli. Ricostruita nell’anno 1778, fu restaurata e ingrandita nel 1935; fu eretta a seconda parrocchia di Squinzano nel 1921.
La facciata presenta un portale riccamente decorato negli stipiti, una finestra lobata ed un timpano con volute laterali. Sul fianco destro della chiesa si erge il campanile a vela goticheggiante, dal quale pendono quattro campane.
L’interno è a navata unica, terminante con una grande abside con semicupola nella quale si aprono quattro finestre.
La volta a spicchi dell’abside, molto spaziosa, presenta in un tondo una pittura murale raffigurante la Madonna, forse in sostituzione di una tela con lo stesso soggetto che un tempo adornava l’altare maggiore.
La chiesa madre di S. Nicola, ubicata nella Piazza omonima, fu costruita probabilmente nella seconda metà del XVI secolo, nel luogo in cui sorgeva un’antica cappella (precedente al 1200) con cripta, dedicata a S. Nicola di Bari.
La facciata a due ordini conserva elementi architettonici rinascimentali. L’ordine inferiore è diviso in cinque spazi da paraste forate ognuna da cinque ovuli, tributo questo al gusto dell’architetto e scultore leccese Gabriele Riccardi.
Al centro si apre un portale architravato, in pietra leccese, retto da due colonne decorate in basso e scanalate in alto e terminanti con capitelli corinzi.
Due portali di dimensioni minori, sormontati da due rosoni riccamente intagliati, affiancano quello centrale.
Il campanile -alto 32 m.- fu costruito a partire dalla fine del XVI secolo. L’opera, di forma quadrata, si sviluppa su cinque piani arricchiti da numerose sculture, tra le quali otto medaglioni raffiguranti il Sindaco Annicchio, l’Arciprete D’Agostino, l’architetto S. Tommasi e i cinque ladroni, che si racconta donarono l’oro per erigere il campanile.
I lavori di costruzione, iniziati nel 1618, proseguirono fino al 1627 come ricorda una lapide di marmo posta all’interno della chiesa.
La chiesa attualmente gode di una certa rilevanza spirituale, dal momento che il 25 marzo del 1971 è stata elevata alla dignità di Santuario.
Il blocco rettangolare della facciata in carparo è racchiuso tra due semplici paraste con capitelli corinzi ed è concluso da un timpano molto originale per i suoi motivi a volute intercalate da spazi concavi e convessi. Nella facciata si apre un portale retto da due colonne, decorate da girali per un terzo dell’altezza e sormontate da capitelli da cui sporgono tre testine umane. Al centro dell’architrave spicca la statua del Redentore che regge nella mano sinistra un globo crocifero; due nicchie situate ai lati del portale ospitano le statue dell’Annunciazione (quella della Madonna che porta la mano destra sul petto, mentre appoggia la sinistra su un libro aperto posto su una colonna, e dell’Arcangelo Gabriele che reca nella destra un giglio).
L’interno della chiesa è ad una sola navata coperta da volta a nervature rilevate e decorate da foglie, e conclusa da un’abside piuttosto stretta dove trovano posto il sontuoso altare maggiore, il coro e il piccolo organo lignei.


