
La Chiesa si trova nel nucleo antico di Lequile. Ricostruita, su disegni di Mauro Manieri, nella prima metà del XVIII secolo su un precedente edificio del ‘600, presenta una elegante facciata con portale, nicchie ed un finestrone al primo registro.
Il prospetto risale al 1746, secondo quanto è visibile da una iscrizione sullo stesso. La pianta è a croce latina con sei cappelle laterali e sormontata da una cupola; sul lato è posta un’interessante torre campanaria del XVIII secolo, a cinque piani con cupolino a forma piramidale.
Sita sulla strada Lecce -Lequile, all'ingresso dell'abitato, la chiesa ha origini molto antiche ma è stata ricostruita. La data della ricostruzione non è, come affermano il De Giorgi e il Marti, il 1670, ma il 1692, come è visibile dalla data apposta in alto dell'altare maggiore. Il disegno è attribuito all'architetto lequilese Salvatore Miccoli, che ha anche firmato il progetto della chiesa di San Vito, sempre in Lequile. Presenta una pianta a croce greca ed una graziosa ed insolita facciata con vestibolo, quattro pilastri ed il frontone ricurvo. All'interno è interessante l'altare maggiore sormontato da colonne tortili e circondato da statue. Anche qui, come in San Vito, è presente una cupola maiolicata. La precedente chiesa era intitolata a San Nicola ed al Crocefisso, cui erano dedicati i due altari, tra cui quello del Crocifisso presentava l’immagine affrescata.
La chiesa era l'antica parrocchiale di Lequile. A pianta a croce greca, risale al 1560 ma fu ricostruita nel 1670. E’ ubicata ai margini del centro storico, in largo San Vito. Presenta un elegante prospetto barocco con portale e nicche con statue al piano superiore ed il frontone arcuato; tutta la chiesa è sormontata da una interessante cupola maiolicata, restaurata nel 1919. Nel 1663 l'attuale chiesa, eretta su disegni dell'architetto Lequilese Salvatore Miccoli, risultava essere ancora in costruzione e, quattro anni dopo era ancora priva della cupola. Nel 1670, come da iscrizione apposta sulla facciata, era ultimata ma ancora mancavano il pavimento, le porte, i quadri e il pulpito. Nel 1672 soltanto due dei nove altari, oggi presenti, erano costruiti: quelli di San Vito e di San Giuseppe. Nel 1753 tutti e nove gli altari erano già stati elevati e provvisti delle relative tele tutte eseguite dal Pittore Oronzo Miccoli, figlio dell'architetto progettista della chiesa.


