
Ricostruita nel secolo XX su antica preesistenza, la parrocchiale presenta una sobria facciata con tre portali d'ingresso. La vecchia chiesa ad unica navata, di forma rettangolare, compresa l'abside, aveva una lunghezza di m. 16,50. Sui muri perimetrali e tra la luce dei pilastri si erigevano nove altari. La linea architettonica, la decorazione e l'iconografia di detti altari erano assai rudimentali e ispirate in prevalenza allo stile barocco. Al centro dell'abside si ergeva l'altare maggiore. Nel 1955 la Chiesa, essendo insufficiente a contenere i fedeli, fu allargata e ricostruita, e con la creazione di due navate laterali acquistò la forma di una basilica romana. Attualmente presenta una facciata molto interessante con tre portali d'ingresso tutti in bronzo.
E' considerata una delle più belle chiese del barocco salentino. Fu ricostruita e aperta al culto nel 1665 quando era vescovo di Otranto Gabriele Adarzo de Santander. Costruttore e scultore risulta essere Fiorentino da Corigliano. La slanciata facciata è a due ordini: il primo piano è percorso da colonne corinzie. L'altare maggiore è impreziosito un affresco della Vergine circondata da puttini in volo. Un altare laterale è dedicato a San Domenico di Guzman, un altro è dedicato al Crocefisso. La volta di questo piccolo gioiello del barocco, è "a costole" o "a spina" ed è simile alle volte della Chiesa di Santa Caterina di Galatina e di quella domenicana di Gallipoli
Ricostruita tra il 1610 e il 1704, presenta una facciata maestosa a due ordini terminante a cuspide, che si affaccia su Via Chiesa. L'interno della Chiesa è a croce latina e ad una sola navata. A sinistra dell'ingresso principale è posto il fonte battesimale. Sui lati delle navate laterali si collocano delle cappelle con altari minori, mentre il transetto ha decorazioni più ricche e importanti. La parte più antica del complesso è la sacrestia: lo dimostrano le muraglie realizzate con pietrame informe tenuto insieme da malte di bolo.


