
Le cappelle urbane e rurali, presenti in numero cospicuo sul territorio salentino, sono accomunate dalla semplicità costruttiva e dalla quasi
totale assenza di elementi decorativi: quasi sempre con un unico altare che reca l’effigie del Santo cui l’edificio sacro è dedicato, presentano una facciata rettangolare o cuspidata con portale sormontato dallo stemma della famiglia committente o dell’ordine sacro di riferimento.Ma più sovente solo la presenza di una piccola croce all’esterno denuncia la loro natura di luoghi di culto. La loro grande diffusione nel Salento è certamente da ricollegare storicamente a diversi fattori, tra cui il grande numero di chierici che dal ‘600 in poi andarono ad infittire le schiere dei religiosi, i quali necessitavano di chiese dove officiare i riti religiosi.
Nello spazio urbano le cappelle sono diretta conseguenza della spinta evangelizzatrice intrapresa dalla chiesa tridentina a partire dal XVII secolo, che si traduceva nell’infittirsi di luoghi di culto voluto dal vescovo Pappacoda.
Nelle campagne, invece, nascono come espressione della devozione popolare, per ricordare il rinvenimento di oggetti sacri o segnalare il luogo dove era avvenuta una miracolosa apparizione. Spesso erano commissionate da facoltosi proprietari terrieri all’interno delle loro tenute, come  segno del loro prestigio e per sopperire alla lontananza delle chiese cittadine durante la loro permanenza.


