
Il complesso edilizio ha subito notevoli alterazioni, tanto che che della struttura originaria probabilmente non è rimasto più nulla.
Ciò che tuttora richiama l'attenzione è la presenza dell'antico frantoio ipogeo, che è possibile ancora ammirare, localizzato sotto la superficie del cortile. Su quest'ultima sono ancora presenti i cosiddetti "camini" che servivano per scaricare direttamente all'interno del trappeto, con risparmio di lavoro, le olive.
Un grande lucernaio, in asse con la vasca per la molitura delle olive, serviva per l'aerazione e l'illuminazione del frantoio voltato a cupola.
Il complesso edilizio è sito sul rialzo occidentale che definisce l’avvallamento della “Cupa” tra Trepuzzi e Campi.
L’ingresso all’edificio è impedito da un cancello sorretto da due imponenti pilastri a pianta quadrangolare e da un alto muro a secco in parte crollato.
Si tratta di una residenza campestre dai volumi semplici ed essenziali.
Il corpo principale si sviluppa su due piani, mentre ai lati sono addossati la cappella ed alcuni ambienti destinati a deposito.
Il prospetto principale, intonacato di bianco al piano terra, presenta le finestre del secondo ordine impreziosite da cornici e timpani triangolari.
Il piazzale antistante è arricchito da un bel esempio di pozzo a baldacchino, in prossimità del quale parte un pergolato in muratura che porta ad un coffe-hause.
Percorrendo questo viale si incontra sulla sinistra una costruzione nella quale è ancora possibile ammirare l'antico palmento con le vasche usate per la pigiatura dell'uva.
Tutto intorno si estende una piantagione di grano.
Attualmente sono in corso lavori di restauro.


