
Storia e monumenti principali
Cavallino dista 6 km da Lecce e si estende su una superficie di 23 Km² e comprendono anche la Frazione Castromediano, che negli ultimi anni è stata centro di un intenso sviluppo commerciale. I primi insediamenti abitativi del territorio di Cavallino risalgono all'Età del Bronzo. Sorto su un precedente insediamento indigeno del X secolo a.C., Cavallino fu un importante centro messapico e raggiunse il massimo splendore nel VI secolo a.C. con la costruzione di un imponente impianto urbanistico. L’Urbe fu distrutta molto probabilmente dalle popolazioni greche di Taranto intorno al 470 a.C. Del periodo arcaico e messapico restano alcune significative testimonianze quali alcune specchie, le mura di recinzione della città e alcune tombe. Successivamente al dominio greco e romano, presumibilmente durante il periodo bizantino si sviluppò il primo agglomerato abitativo e assunse la denominazione di Cavallino Notizie più certe abbiamo a partire dalla fine del XIII secolo. Infatti il feudo di Cavallino, appartenente alla Contea di Lecce, fu concesso nel 1291 a Pietro de Noha dal conte Ugo di Brienne. La famiglia de Noha lo possedette per alcune generazioni, finché nel 1447, alla morte di Luisa Mitia, che lo aveva ricevuto in dote dal padre Goffredo in occasione delle nozze con Luigi Castromediano (m. 1439), ne divenne barone Giovanni Antonio (1410- 1481), figlio della coppia. Da questo momento la famiglia Castromediano ne mantenne il possesso quasi ininterrottamente per tre secoli e mezzo. Nel 1628 il feudo venne elevato da baronia a marchesato[5]. Nel 1806, con l'abolizione del regime feudale nel Regno di Napoli, Cavallino, che contava all'incirca 1.600 abitanti, ottenne l'autonomia comunale. L’origine etimologica del nome Cavallino è assai incerta. Già al tempo del duca Castromediano le ipotesi erano diverse. Vi era chi faceva derivare il toponimo dall’etimo latino caballus, da cui caballinus (diminutivo), supponendo che nella nostra zona vi fosse un distaccamento di cavalleria romana. Ma occorre ricordare che il cavallo dell’esercito, il destriero, era chiamato dai romani equus e non caballus, che era, invece, il cavallo da fatica. Per la contessa A. Ceva-Altemps, amica del duca Castromediano, il toponimo deriva invece dalla radice greca kàbas, che indica la polizia municipale, un corpo di vigilanti, per cui si presuppone l’esistenza di una “stazione daziaria” nei pressi del paese. Tale tesi fu adottata dal duca, che da allora pronunziò e scrisse sempre Caballino, ed è oggi confortata dal parere dello studioso G. Rohlfs. Si affacciano sulla piazza principale l'imponente Palazzo Ducale dei Castromediano, con la sua favolosa “Galleria”; la Chiesa Parrocchiale, con il campanile di pregevole fascino architettonico, e il monumento a San Domenico, che sormonta l'omonimo pozzo, di raffinato gusto artistico. A breve distanza è ubicato l'ex Convento dei Domenicani (ora sede universitaria), massiccia ed elegante struttura in pietra leccese, e l'attigua bellissima chiesetta di San Domenico e San Nicolò. Molta importanza riveste la Frazione Castromediano, che grazie ad un notevole sviluppo, consolidato nel corso degli anni, è divenuta un operoso polo commerciale. Il Presidente della Repubblica, con proprio decreto ha attribuito a Cavallino il titolo di “Città”. Riconosciuta come città d’arte e cultura della Regione Puglia, oggi è sede dell’ Isufi, la Scuola di Specializza, zione in Archeologia dell'Università del Salento e del Museo Diffuso Arcaico Messapico. Numerose le opere civili e religiose che adornano la città, a partire dal Palazzo Ducale dei Castromediano, la Chiesa Parrocchiale, il monumento e la chiesetta dedicate a San Domenico.
Santi protettori e feste patronali
San Domenico è il santo patrono della città e si festeggia il 4 Agosto di ogni anno. Altri festeggiamenti sono la Madonna del Monte, la Maria Madre della Chiesa e la Festa di Sant'Antonio da Padova.
Bibliografia
Sito istituzionale del Comune di Cavallino (www.comune.cavallino.le.it) Sigismondo Castromediano “Caballino”, a cura di Fernando De Dominicis, Cavallino di Lecce, Capone Editore, 1984. A. Garrisi “Cavallino attraverso i secoli”, Lecce, Litostampa Conte 1984. A. Garrisi “Cavallino, i luoghi della memoria”, ‘AGM Lecce, 1998 Cavallino. Pietre, case e città della Messapia arcaica. Cavallino e il Convento dei domenicani, di Delli Noci Francesco e Delli Noci Marcello Montefusco, L.A., Le successioni feudali in Terra d'Otranto, 2vv., La provincia di Lecce, Tip. A. Rizzo, Novoli, 1994, pp. 116 sgg.