
... e poi veder la Cupa, il Tivoli leccese,
quel serto di smeraldi che cinge il mio paese;
E poi prati, giardini, orti, cascine e ville
In vago anfiteatro disposti a mille a mille ! ..
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Nei suoi "Bozzetti di viaggio" sulla Provincia di Lecce del 1882, il noto studioso Cosimo de Giorgi, nato a Lizzanello,  paragonava i territori della Valle della Cupa alla "Tivoli dei leccesi" in quanto per il terreno fertile e la vicinanza al capoluogo, rappresentava una meta ambita dei nobili.

Il toponimo "Cupa" si trova attestato già in documenti del 1648 e nel catasto onciario del 1755. L'avvallamento della Cupa è facilmente individuabile nella antica cartografia con riferimenti ancora leggibili; Giardino della Cupa, fondo la Cupa, il Cupone, la "Cupa".
La Valle della Cupa è identificabile attraverso i suoi specifici caratteri distintivi, espressione delle condizioni geografiche naturali ed umane del territorio che la costituiscono.
Geomorfologicamente si tratta di una grande depressione carsica e di un'area geografica be definita, con al centro Lecce, a cui fanno da corollario numerosi centri,12 dei quali, che circondano la cinta del capoluogo fanno parte del Gal Valle della Cupa, precisamente: Squinzano, Surbo, Trepuzzi, Novoli, Arnesano, Monteroni, San Pietro in Lama, San Cesarie di Lecce, Lequile, San Donato, Cavallino, Lizzanello.
Numerose sono le testimonianze che attestano l'antica frequentazione dei suoi insediamenti e delle strade che li collegavano con il resto della penisola. Già durante il XVI secolo, una fitta rete di area partiva da Lecce e attraversava l'area della Cupa; tali strade vengono riportate anche in alcuni documenti del XVII e XVIII secolo (la vecchia strada Lecce - Copertino, la strdada che da Porta Rudiae portava a Leverano). La presenza di terreni fertili, la facilità di prelevare acqua da una falda poco profonda, la presenza di banchi calcareniti da usare come materiale da costruzione, furono i fattori che facilitavano lo sviluppi e gli insediamenti e di attività umane nell'area della Cupa. L'avvallamento della "Cupa" raggiunge la sua massima depressione nei pressi di Arnesano (18 m sul livello del mare),  mentre 22 m si raggiungono nei pressi dell'insediamento archeologico di Maria Quarta, la cosìdetta "Vora" di Maria Quarta.Â
dell'antica bellezza di questi luoghi, purtroppo rimangono oggi ben poche testimonianze, ma al visitatore attento non potrà sfuggire il fascino ancora intatto di queste campagne e la fattura di gusto sottile delle opere che l'uomo volle realizzarvi con il proprio lavoro o per il proprio diletto.


