
Elemento fortemente caratterizzante il paesaggio del Salento, la masseria è certamente la costruzione più diffusa nell'Italia meridionale. Essendo il centro dell'azienda, dove si concretizzano le varie attività connesse alle colture e allo sfruttamento del suolo, è anche il segno più immediato del rapporto uomo-lavoro-produzione.
Le masserie salentine presentano in genere impianti planimetrici molto semplici: muretti a secco, recinti, cisterne, magazzini, chiese, torri colombaie, stalle, qualche ambiente per la lavorazione del latte e l'abitazione del massaro.
Sono certamente meno appariscenti dal punto di vista architettonico rispetto alle ville di campagna, arricchite, invece, da elementi decorativi.Tuttavia la disposizione degli ambienti rispecchia sempre una precisa partitura delle superfici destinate ai vari usi, attraverso una sapiente modulazione degli spazi interni ed esterni alla fabbrica.
Nel Cinquecento, per fronteggiare l'invasione dei Turchi, che non limitarono le loro incursioni solo lungo le coste, ma si inoltrarono anche nell'entroterra, le masserie cominciarono a dotarsi di elementi difensivi.
Nacque così la masseria fortificata, quasi un piccolo fortilizio con caditoie, ponti levatoi, muri di cinta dotati di camminamenti per le sentinelle.


