
Percorrendo un piccolo viale alberato si arriva davanti alla masseria che si trova in completo stato di abbandono. Essa, ormai quasi del tutto crollata, conserva solo alcune parti che presentano gravi problemi di staticità , tanto da rendere insicuro e pericolante quanto rimane.
Una recinzione a seccco, anch'essa quasi fatiscente, delimita un pezzo di terreno originariamente coltivato ad ortaggi.
Si segnala la presenza di una costruzione a secco, anch'essa pericolante.
Un alto muro, realizzato con blocchi di tufo ben squadrati, legati con della malta di calce, di recente costruzione, delimita il complesso costituito da due struttura abitative separate.
Le due costruzioni, di cui una a due piani, sono semplici e lineari nella struttura architettonica.
Un muretto a secco delimita un'area destinata ad agrumeto.
Si segnala la presenza di una cisterna con vasca in pietra usata per la raccolta dell'acqua piovana.
L'intero complesso architettonico versa in completo stato di abbandono e presenta gravi problemi di staticità .
Il complesso residenziale, ingentilito dagli elementi architettonici che lo compongono, presenta tutte le caratteristiche di una dimora di campagna della nobiltà cittadina che decide di trasferire nei propri poderi il gusto del bello e della decorazione artistica così vivo ed esteso nella città .
L'edificio, il cui impianto planimetrico può essere inscritto un un rettangolo, presenta sul prospetto principale un corpo centrale più aggettante, racchiuso in un portico, dal quale si dipartono le ali della residenza. Questo gioco di volumi e di spazi crea armonia ed eleganza all'intera struttura architettonica, ulteriormente accentuata dall'intonaco color rosso pompeiano, ormai sbiadito, che contrasta con il tipico colore della pietra leccese usata per le modanature di porte e finestre e per il porticato stesso.
All'eleganza dell'abitazione padronale si contrappone la sobrietà degli ambienti accessori, posti sul retro, contenitori molto pratici e comodi destinati alla servitù, a stalle, a depositi, ecc., e disposti intorno ad un cortile racchiuso da un muretto a secco. All'interno di questo spazio si segnala, inoltre, la presenza di due pozzi, uno dei quali conserva ancora i pilastri del pergolato, da cui partono ingegnosi accorgimenti tecnici e pratici realizzati per disciplinare nel miglior modo possibile le acque piovane.
La presenza di un campanile a vela presuppone la presenza di una cappella privata.
Si tratta di un tipico esempio di masseria che gradualemte si ingentilisce fino a trasformarsi in residenza usata per trascorrere le vacanze estive, diventando così abitazione stagionale della nobiltà cittadina.
Il cui prospetto principale è in asse con quello della masseria Bagnara vecchia; le due masserie sono collegate tra loro da un lungo viale alberato.
I prospetti, semplici e lineari nella struttura architettonica, sono ingentiliti da cornici e mensole appena aggettanti e dall'intonaco colo ocra che ricorre sui muri perimetrali esterni.
Un imponente portone immette all'interno dell'abitazione padronale.
Dal corpo principale si sviluppa una recinzione a secco che delimita geometricamente un orto-giardino, tuttora coltivato a frutteto.
Antistante la costruzione si segnala la presenza di un pozzo munito di grandi vasche in pietra, usate per la raccolta dell'acqua piovana.
Un lungo viale alberato conduce fino alla masseria che si sviluppa su due piani.
Un portico con tre arcate a tutto sesto crea al piano nobile un'aggettante cornice dentellata ed un affaccio a terrazza.
Sui lati del prospetto principale si addossa una recinzione a secco che delimita geometricamente il retro dell'abitazione e si conclude con due pilastri posti in asse con la masseria Bagnara Nuova collegando le due strutture attraverso un viale sterrato.
Sempre sul retro, attorno al cortile, sono disposti tutti gli ambienti accessori alla masseria: depositi, stalle, fienili, ecc. Realizzati con murature a secco, questi sono ormai fatiscenti perché in gran parte crollati.


