
La villa, imponente nella sua struttura architettonica, si sviluppa su due piani e presenta un piacevole gioco di volumi e di spazi.
Il prospetto principale, preceduto da un'ampia scalinata, presenta un aggettante balcone balaustrato che crea al piano nobile un ampio terrazzo. Sul retro un profondo porticato con arcate a tutto sesto, impreziosito dal bugnato liscio a fasce orizzontali, crea un altro terrazzo delimitato da balaustre semicircolari intervallate da tratti in muratura.
Un imponente cornicione aggettante corona l'intero edificio.
Un alto muro di recinzione, sormontato da una balaustra in cemento, delimita il perimetro della proprietà .
L'ingresso principale è indicato da un moderno cancello di ferro sorretto da due pilastri in cemento a pianta quadrangolare.
Un viale, delimitato da un basso muretto e posto ad un livello più basso rispetto al piano di calpestio del terreno circostante, conduce all'edificio.
Sfruttando il sito geografico su cui sorge, l'edificio, a due piani, gode di un'ottima vista panoramica.
Sul prospetto laterale sinistro della casa corre un portico con volte a stella. Quello posteriore, invece, che si affaccia sull’avvallamento della Cupa, sembra conservare i tratti originali della struttura.
Numerose finestre sormontate da mensole appena aggettanti, interrompono la linearità dei prospetti.
La villa è stato oggetto di lavori di restauro negli anni 1996-199, nel corso dei quali sono state aggiunte piccole strutture murarie.
Si segnala la presenza di un grande parco.
Un muro a secco, alto circa un metro, delimita l'intero perimetro della proprietà e dua ingressi immettono all'interno: quello principale, posto sulla vecchia strada Trepuzzi-Andrano, indicato da due possenti pilastri quadrangolari merlati nella parte superiore, sui quali c'è scritto "Villa Elvira"; l'altro ubicato sulla strada provinciale Squinzano-Campi-Trepuzzi, delimitato da quattro pilastri su due dei quali è scritto "Tenuta Terenzano".
Un lungo viale sterrato, costeggiato su entrambi i lati da alberature, conduce fino alla costruzione e si interseca a metà con il viale secondario.
Villa Bianco richiama il gusto medievale e goticheggiante che si andava diffondendo verso la fine del XIX secolo, quando vi fu un ritorno nell'architettura romantica alle forme dei castelli medievali.
Posta su un'altura che domina tutta la valle del Montedoro e rivolta verso il centro abitato di Trepuzzi, domina sulla vallata come una piccola fortezza.
L'edificio, con la sua forma turrita, presenta i prospetti tagliati da una cornice appena aggettante che evidenzia i due ordini architettonici. Ai quattro angoli si sviluppano torri angolari a bugnato liscio orizzontale che poggiano su un alto zoccolo a scarpata.
Al centro della facciata principale si apre il portale d'ingresso, ai lati del quale due finestre centinate lo delimitano. Il piano nobile è impreziosito da una bifora racchiusa in un'arcata cieca delimitata da un balconcino balaustrato.
Il prospetto posteriore richiama esattamente quello principale, mentre altre porte e finestre si aprono sui prospetti laterali.
Un cornicione a sporto, sormontato da una merlatura, corona l'intero edificio.
Mentre l'esterno è austero e imponente, caratteristica tipica dei castelli, l'interno è sontuoso e monumentale. Numerosi affreschi, infatti, decorano le pareti e le volte.
A causa dei numerosi vandalismi e furti cui è soggetta la villa, porte e finestre del piano terra sono state murate.
Si segnala la presenza di numerosi pergolati, gazebi e sedili in pietra immersi nella folta vegetazione del parco che la circonda.
All'edificio si giunge dopo aver oltrepassato un cancello di fattura moderna ed aver percorso un viale sterrato lungo circa 250 metri, cinto da muretti a secco e immerso in un grande uliveto. Un'ulteriore recinzione moderna corre nelle immediate vicinanze della villa e precede una fontana ancora funzionante.
La costruzione, di notevoli dimensioni, si sviluppa su un solo piano e presenta prospetti molto semplici e lineari, ad eccezione del protiro, delimitato da colonne e balaustra, che precede la facciata principale e ne interrompe la sua linearità . Il contrasto del suo intonaco giallo con quello rosso porpora dalla facciata, crea un piacevole gioco cromatico.
Sulla destra di questo prospetto si scorgono alcune grotte, realizzate in opus caementicium lasciato a vista e ricoperto in alcuni punti da fossili di conchiglie, un tempo usate per la "godura" di un pò di fresco nelle calde giornate estive.
Attraverso una rampa di scale si accede al pergolato che si sviluppa al di sopra di queste.
Sul retro della costruzione c'era una cappella dedicata a S. Oronzo, gravemente danneggiata nel 1933-34 circa da un filmine le cui macerie sono state asportete definitivamente nel 1965. Sino a qualche anno fa era presente anche un palmento, del quale oggi non rimane più alcuna traccia.
Un monumentale ingresso, rappresentato da quattro possenti pilastri a pianta quadrangolare, precede il lungo viale delimitato ai lati da un filare di conci. Immerso nella folta vegetazione del parco, conduce fino alla villa nei pressi della quale crea uno spiazzo semicircolare che gira intorno all'edificio, fino al retro.
Villa Prato, monumentale nella struttura architettonica e planimetrica, è un tipico esempio di residenza suburbana di chiaro gusto liberty.
La facciata principale, tripartita, presenta al centro un portico con arco a sesto ribassato oltre il quale si apre la porta d'ingresso, delimitata da cornici e sormontata da stucchi e fregi raffiguranti motivi floreali e vegetali. Ai lati di questo si aprono due finestre centinate, riquadrate da cornici e mensole in pietra leccese.
Degno di nota è il prospetto laterale sinistro, impreziosito al centro da un elegante protiro delimitato da quattro colonne con capitelli corinzi. Una scalinata semicircolare, a due rampe, realizzata con pietre a secco lo precede. Il suo affaccio è rivolto verso la valle del Montedoro e, dominando la vallata, la villa gode di un'ottima vista panoramica.
Un seminterrato, realizzato sfruttando il dislivello del terreno, alto circa 5-6 metri con copertura a volta, si sviluppa sotto l'abitazione.
Sul retro sono collocati i depositi e la casa colonica.
Nel grande parco che circonda la villa, si sviluppa un giardino all'italiana, attualmente in completo stato di abbandono, mentre l'area agricola di pertinenza all'edificio, sfruttando il terreno a terrazzo, è destinato ad uliveto ed agrumeto.
Attualmente l'intero complesso è sottoposto a lavori di risanamento e ristrutturazione.


